Prossimi appuntamenti

Venerdì 10 Feb 2023 > Domenica 12 Feb 2023 Collaborazione Riese-Spineda
«M’illumino d’impegno» per i giovani delle superiori
M’illumino D’impegno è un week-end di servizio e formazione per ragazzi della Diocesi di Treviso. I ragazzi avranno la possibilità di: vivere l’esperienza del ...
Treviso
Domenica 12 Feb 2023 15:00 Collaborazione Riese-Spineda
Celebrazione di Benedizione dei bambini battezzati nel 2021 e 2022
Celebrazione di Benedizione dei bambini battezzati nel 2021 e 2022 delle parrocchie di Riese e Spineda. Seguirà in Oratorio a Riese un breve momento ...
Chiesa e Oratorio di Riese
Lunedì 27 Feb 2023 20:30 Collaborazione Riese-Spineda
Presentazione della lettera pastorale del vescovo
Presentazione della lettera pastorale del vescovo Tomasi «… Parla, Signore …: chiesa in ascolto, chiesa in cammino», che intende accompagnarci nel Cammino Sinodale ...
Sala don Martino di Altivole
Martedì 21 Mar 2023 20:30 Collaborazione parrocchie comune Riese
Incontro formativo in preparazione alla Pasqua
Incontro formativo in preparazione alla Pasqua. Tema: "Riscoprire la Pasqua nelle sue potenzialità". Relatore don Firmino Bianchin.
Chiesa Parrocchiale di Vallà
Martedì 28 Mar 2023 20:30 Collaborazione parrocchie comune Riese
Celebrazione in preparazione alla Peregrinatio di San Pio X
Celebrazione animata da don Antonio Guidolin in preparazione alla PEREGRINATIO di San Pio X. Il senso è capire quale aiuto dà questo evento alla ...
Chiesa di Riese

Ultime notizie dalla parrocchia e su San Pio X

SS Messe di oggi e domani

giovedì, 9 febbraio 2023
S. Apollonia (Mc 7, 24-30)
07.00
Spineda
Per tutti i defunti della parrocchia.
18.30
Cendrole
Def. Dametto Vally; Zilio Apollonia e fam; Gallina Mario e fam; Comin Gilda, Validio; Dal ... altro.
venerdì, 10 febbraio 2023
S. Scolastica (Mc 7, 31-37)
07.00
Spineda
Per gli ammalati della parrocchia.
08.00
Riese
Per piccolo Gabriele; def. Bazzacco Maria ringr; Zorzan Giulio ann; De Vuono Caterina, Dom ... altro.

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Il giuramento antimodernista imposto da Papa Pio XActa Apostolicæ Sedis, 1910, pp. 669-672

 

IO (NOME). fermamente accetto e credo in tutte e in ciascuna delle verità definite, affermate e dichiarate dal magistero infallibile della Chiesa, soprattutto quei principi dottrinali che contraddicono direttamente gli errori del tempo presente.

Primo: credo che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza e può anche essere dimostrato con i lumi della ragione naturale nelle opere da lui compiute (cf Rm 1,20), cioè nelle creature visibili, come causa dai suoi effetti.

Secondo: ammetto e riconosco le prove esteriori della rivelazione, cioè gli interventi divini, e soprattutto i miracoli e le profezie, come segni certissimi dell'origine soprannaturale della religione cristiana, e li ritengo perfettamente adatti a tutti gli uomini di tutti i tempi, compreso quello in cui viviamo.

Terzo: con la stessa fede incrollabile credo che la Chiesa, custode e maestra del verbo rivelato, è stata istituita immediatamente e direttamente da Cristo stesso vero e storico mentre viveva fra noi, e che è stata edificata su Pietro, capo della gerarchia ecclesiastica, e sui suoi successori attraverso i secoli.

Quarto: accolgo sinceramente la dottrina della fede trasmessa a noi dagli apostoli tramite i padri ortodossi, sempre con lo stesso senso e uguale contenuto, e respingo del tutto la fantasiosa eresia dell'evoluzione dei dogmi da un significato all'altro, diverso da quello che prima la Chiesa professava; condanno similmente ogni errore che pretende sostituire il deposito divino, affidato da Cristo alla Chiesa perché lo custodisse fedelmente, con una ipotesi filosofica o una creazione della coscienza che si è andata lentamente formando mediante sforzi umani e continua a perfezionarsi con un progresso indefinito.

Quinto: sono assolutamente convinto e sinceramente dichiaro che la fede non è un cieco sentimento religioso che emerge dall'oscurità del subcosciente per impulso del cuore e inclinazione della volontà moralmente educata, ma un vero assenso dell'intelletto a una verità ricevuta dal di fuori con la predicazione, per il quale, fiduciosi nella sua autorità supremamente verace, noi crediamo tutto quello che il Dio personale, creatore e signore nostro, ha detto, attestato e rivelato.

Mi sottometto anche con il dovuto rispetto e di tutto cuore aderisco a tutte le condanne, dichiarazioni e prescrizioni dell'enciclica Pascendi e del decreto Lamentabili, particolarmente circa la cosiddetta storia dei dogmi.

Riprovo altresì l'errore di chi sostiene che la fede proposta dalla Chiesa può essere contraria alla storia, e che i dogmi cattolici, nel senso che oggi viene loro attribuito, sono inconciliabili con le reali origini della religione cristiana.

Disapprovo pure e respingo l'opinione di chi pensa che l'uomo cristiano più istruito si riveste della doppia personalità del credente e dello storico, come se allo storico fosse lecito difendere tesi che contraddicono alla fede del credente o fissare delle premesse dalle quali si conclude che i dogmi sono falsi o dubbi, purché non siano positivamente negati.

Condanno parimenti quel sistema di giudicare e di interpretare la sacra Scrittura che, disdegnando la tradizione della Chiesa, l'analogia della fede e le norme della Sede apostolica, ricorre al metodo dei razionalisti e con non minore disinvoltura che audacia applica la critica testuale come regola unica e suprema.

Rifiuto inoltre la sentenza di chi ritiene che l'insegnamento di discipline storico-teologiche o chi ne tratta per iscritto deve inizialmente prescindere da ogni idea preconcetta sia sull'origine soprannaturale della tradizione cattolica sia dell'aiuto promesso da Dio per la perenne salvaguardia delle singole verità rivelate, e poi interpretare i testi patristici solo su basi scientifiche, estromettendo ogni autorità religiosa e con la stessa autonomia critica ammessa per l'esame di qualsiasi altro documento profano.

Mi dichiaro infine del tutto estraneo ad ogni errore dei modernisti, secondo cui nella sacra tradizione non c'è niente di divino o peggio ancora lo ammettono ma in senso panteistico, riducendolo ad un evento puro e semplice analogo a quelli ricorrenti nella storia, per cui gli uomini con il proprio impegno, l'abilità e l'ingegno prolungano nelle età posteriori la scuola inaugurata da Cristo e dagli apostoli.

Mantengo pertanto e fino all'ultimo respiro manterrò la fede dei padri nel carisma certo della verità, che è stato, è e sempre sarà nella successione dell'episcopato agli apostoli (1), non perché si assuma quel che sembra migliore e più consono alla cultura propria e particolare di ogni epoca, ma perché la verità assoluta e immutabile predicata in principio dagli apostoli non sia mai creduta in modo diverso né in altro modo intesa (2).

Mi impegno ad osservare tutto questo fedelmente, integralmente e sinceramente e di custodirlo inviolabilmente senza mai discostarmene né nell'insegnamento né in nessun genere di discorsi o di scritti.

Così prometto, così giuro, così mi aiutino Dio e questi santi Vangeli di Dio.

 

 

 


Note:

  1. Ireneo, Adversus haereses, 4, 26, 2: PG 7, 1053.
  2. Tertulliano, De praescriptione haereticorum, 28: PL 2, 40.

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