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Letture di oggi

17. gennaio 2020 : Venerdì della I settimana delle ferie del Tempo Ordinario
S. Antonio, abate  (251-357) - memoria
Primo libro di Samuele 8,4-7.10-22a.

Si radunarono allora tutti gli anziani d'Israele e andarono da Samuele a Rama.
Gli dissero: "Tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non ricalcano le tue orme. Ora stabilisci per noi un re che ci governi, come avviene per tutti i popoli".
Agli occhi di Samuele era cattiva la proposta perché avevano detto: "Dacci un re che ci governi". Perciò Samuele pregò il Signore.
Il Signore rispose a Samuele: "Ascolta la voce del popolo per quanto ti ha detto, perché costoro non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni più su di essi.
Samuele riferì tutte le parole del Signore al popolo che gli aveva chiesto un re.
Disse loro: "Queste saranno le pretese del re che regnerà su di voi: prenderà i vostri figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà correre davanti al suo cocchio,
li farà capi di migliaia e capi di cinquantine; li costringerà ad arare i suoi campi, a mietere le sue messi, ad apprestargli armi per le sue battaglie e attrezzature per i suoi carri.
Prenderà anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e fornaie.
Si farà consegnare ancora i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti più belli e li regalerà ai suoi ministri.
Sulle vostre sementi e sulle vostre vigne prenderà le decime e le darà ai suoi consiglieri e ai suoi ministri.
Vi sequestrerà gli schiavi e le schiave, i vostri armenti migliori e i vostri asini e li adopererà nei suoi lavori.
Metterà la decima sui vostri greggi e voi stessi diventerete suoi schiavi.
Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà".
Il popolo non diede retta a Samuele e rifiutò di ascoltare la sua voce, ma gridò: "No, ci sia un re su di noi.
Saremo anche noi come tutti i popoli; il nostro re ci farà da giudice, uscirà alla nostra testa e combatterà le nostre battaglie".
Samuele ascoltò tutti i discorsi del popolo e li riferì all'orecchio del Signore.
Rispose il Signore a Samuele: "Ascoltali; regni pure un re su di loro". Samuele disse agli Israeliti: "Ciascuno torni alla sua città!".

Salmi 89(88),16-17.18-19.

Beato il popolo che ti sa acclamare
e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto:
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
nella tua giustizia trova la sua gloria.
Perché tu sei il vanto della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra potenza.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d'Israele.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 2,1-12.

Dopo alcuni giorni, Gesù entrò di nuovo a Cafarnao. Si seppe che era in casa
e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola.
Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone.
Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico.
Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati».
Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro:
«Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?».
Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori?
Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina?
Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati,
ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua».
Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

"Ti sono rimessi i tuoi peccati" (Mt 9,2)
Giovanni Carpazio (VII sec.), monaco e vescovo

Lettere ai monaci dell'India

Perché sei triste? Vedi. Un uomo ha le mani sporche. Un po' d'olio le pulisce. Quanto più può purificarti la pietà di Dio. Poiché come non ti dispiace lavarti un vestito, così e ben di più ancora non è difficile al Signore lavarti da ogni cosa negativa, anche se ogni giorno devi naturalmente provare la tentazione. Infatti, quando dici "Ho peccato contro il Signore", ti è data la risposta: "Ti sono rimessi i tuoi peccati" (Mt 9,2), "Io cancello i tuoi misfatti, per riguardo a me non ricordo più i tuoi peccati" (Is 43,25). "Come dista l'oriente dall'occidente, così allontana da noi le nostre colpe. Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono" (Sal 103,12-13).

Solo non andartene, non allontanarti da Colui che ti ha scelto per cantare e pregare, ma lungo la tua vita resta attaccato a lui, per pura fiducia, e per santa audacia e confessione coraggiosa. Allora egli ti sente e ti purifica. Non è Dio che ci ha giustificati, nel suo amore per l'uomo? Chi ci condannerà? (cfr Rm 8,33) Se invochiamo il nome del Signore Gesù Cristo, la nostra coscienza è facilmente purificata e nulla ci separa dai profeti e dagli altri santi.

Poiché Dio non ci ha destinati alla sua collera, ma alla salvezza per mezzo di Nostro Signore Gesù Cristo che è morto per noi. Perciò, sia che vegliamo nelle virtù, sia che dormiamo in qualche miseria dove ci portano naturalmente certe situazioni, vivremo con Cristo (cfr 1Tes 5,9-10), rivolgendo a lui il nostro sguardo, gemendo profondamente, piangendo senza posa e non volendo che lui. Rivestiamo dunque la corazza della fede e portiamo l'elmo della speranza della salvezza (cfr 1 Tes 5,8), affinché non ci colpiscano e penetrino le frecce dello scoraggiamento e della disperazione.

Fonte: Vangelo del Giorno

 


 

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