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Letture di oggi

19. agosto 2019 : Lunedì della XX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
S. Jean (Giovanni) Eudes, sacerdote e fondatore (1601-1680)
Libro dei Giudici 2,11-19.

Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e servirono i Baal;
abbandonarono il Signore, Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal paese d'Egitto, e seguirono altri dei di quei popoli che avevano intorno: si prostrarono davanti a loro e provocarono il Signore,
abbandonarono il Signore e servirono Baal e Astarte.
Allora si accese l'ira del Signore contro Israele e li mise in mano a razziatori, che li depredarono; li vendette ai nemici che stavano loro intorno ed essi non potevano più tener testa ai nemici.
Dovunque uscivano in campo, la mano del Signore era contro di loro, come il Signore aveva detto, come il Signore aveva loro giurato: furono ridotti all'estremo.
Allora il Signore fece sorgere dei giudici, che li liberavano dalle mani di quelli che li spogliavano.
Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi si prostituivano ad altri dei e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via battuta dai loro padri, i quali avevano obbedito ai comandi del Signore: essi non fecero così.
Quando il Signore suscitava loro dei giudici, il Signore era con il giudice e li liberava dalla mano dei loro nemici durante tutta la vita del giudice; perché il Signore si lasciava commuovere dai loro gemiti sotto il giogo dei loro oppressori.
Ma quando il giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, seguendo altri dei per servirli e prostrarsi davanti a loro, non desistendo dalle loro pratiche e dalla loro condotta ostinata.

Salmi 106(105),34-35.36-37.39-40.43ab.44.

Essi non sterminarono i popoli
come aveva ordinato il Signore,
ma si mescolarono con le nazioni
e impararono le opere loro.
Servirono i loro idoli
e questi furono per loro un tranello.
Immolarono i loro figli
e le loro figlie agli dei falsi.
si contaminarono con le opere loro,
si macchiarono con i loro misfatti.
L'ira del Signore si accese contro il suo popolo,
ebbe in orrore il suo possesso.
Molte volte li aveva liberati,
ma essi si ostinarono nei loro disegni.
Pure, egli guardò alla loro angoscia
quando udì il loro grido.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 19,16-22.

Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?».
Egli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti».
Ed egli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso,
onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso».
Il giovane gli disse: «Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?».
Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi».
Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.

"Se vuoi essere perfetto"
Santa Teresa d'Avila (1515-1582), carmelitana, dottore della Chiesa

Il Castello interiore, terze mansioni, cap. 1

O Gesù! si troverà una sola fra noi per dire ch'ella non vuole andare fino in fondo? (...) Nessuna lo dirà, certamente. Tutte noi assicuriamo di volerlo. Ma occorre qualcosa di più perché Dio sia il Maestro assoluto di un'anima, e dirlo non basta. Il giovane a cui nostro Signore chiese se voleva essere perfetto ne è la prova. (...)

Entrate, entrate in voi stesse, figlie mie, non curate i vostri piccoli atti di virtù. Come cristiane, siete tenute a tutto ciò, e a molto di più. Accontentatevi d'essere serve di Dio, e non portate pretese così in alto da rischiare di perdere tutto. Considerate i santi che sono entrati nella stanza del Re (Ct 1,4), e vedrete quale distanza ci separa da loro. Non chiedete ciò che non avete meritato. Dopo aver offeso Dio come abbiamo fatto, non ci dovrebbe neppure venire in mente che, qualunque siano i nostri servizi, potremmo mai meritare il favore accordato ai santi. O umiltà, umiltà! (...) Sono tentata di credere che certe persone che si affliggono tanto delle loro aridità è che mancano un po' di questa virtù. (...) Proviamoci da noi stesse, sorelle, o meglio lasciamoci provare dal Signore: egli sa ben farlo, anche se spesso ci rifiutiamo di comprenderlo. (...)

Se, quando ci dice ciò che dobbiamo fare per essere perfetti, gli voltiamo le spalle e ce ne andiamo tristi, come il giovane del Vangelo, cosa volete che faccia, lui che deve misurare la ricompensa sull'amore che gli portiamo? Questo amore, figlie mie, non deve essere un vano frutto della fantasia, ma essere provato dalle opere. Non immaginate tuttavia che Dio abbia bisogno delle nostre opere; ciò che vuole, è la determinazione della nostra volontà. (...) Non c'è alcun dubbio: se si persevera in questo spogliamento e abbandono di tutto, si otterrà quanto si desidera. A una condizione però, capite bene, che ci si consideri servi inutili (Lc 12,48).

Fonte: Vangelo del Giorno

 


 

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