Pasqua … “a porte chiuse”

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Pasqua del Signore


Come è stata la prima Pasqua celebrata nella storia di questo mondo? Ascoltiamo il racconto dell’evangelista Giovanni: “La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!” Detto questo, mostrò le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace e a voi!” come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Detto questo, alitò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete non saranno perdonati”.

Gesù, crocifisso, morto e sepolto, vivo e risorto da morte va dove sono riuniti i suoi amici e sta in mezzo a loro! Dov’erano i suoi amici? In un luogo chiuso, perché avevano paura dei giudei. Egli fa vedere le ferite, per dimostrare che non è un fantasma od un angelo ma proprio lui, il Cristo crocifisso e risorto. Prima di tutto egli dona loro la sua pace, assieme al suo Spirito e da loro la missione che il Padre gli aveva affidato: rimettere i peccati degli uomini. Il cuore dei discepoli si riempie di gioia, il Risorto con la sua presenza rincuora quel piccolo gruppo di uomini impauriti e disorientati.

A noi non era mai successo di celebrare la Pasqua “a porte chiuse” come la prima Pasqua. Eppure quest’anno la paura molto concreta del contagio ci tiene tutti rinchiusi nelle proprie case ma non per questo siamo impediti di rilevare tra noi la presenza del Risorto.

Il Risorto non manca di donare il suo Spirito a quanti si mettono in ascolto della sua Parola, attraverso i mezzi di comunicazione sociale che trasmettono l’Eucaristia celebrata dal Papa o dal Vescovo o da noi sacerdoti. Anche quando nelle nostre case, come famiglie o singoli, organizziamo qualche momento di preghiera il Signore sa farsi presente.

Il Risorto non manca di donare la sua pace a quanti colgono l’occasione di tradurre nelle relazioni familiari gli atteggiamenti e i sentimenti di Cristo, quali: il servizio reciproco, il perdono vicendevole, l’ascolto sincero, il sostegno fraterno e l’amore per la vita. Il Risorto non manca di liberare dalla paura e dall’angoscia del male quanti si fidano della forza risanatrice del suo perdono.

Le celebrazioni a porte chiuse non impediscono alla grazia del Risorto di raggiungere i cuori e le menti dei battezzati e dare ad essi la necessaria forza per affrontare la grande prova del tempo presente. Il Signore ci sta parlando anche attraverso i nostri bambini e ragazzi: essi hanno accolto con gioia l’invito del Parroco e delle catechiste, di preparare croci e disegni raffiguranti i momenti principali della Pasqua. Segno che anche i genitori stanno collaborando e partecipando.

Guardiamo con fiducia il tempo che ci sta davanti! Ricordiamo i medici, il personale ospedaliero, i volontari, le forze dell’ordine e chi ha la responsabilità di decidere per il bene di tutti. Sono persone che stanno mettendo del proprio per la salute di tutti. Alla fine di questo tempo non sarà come prima! Se raccogliamo le tante provocazioni che ci vengono date, diventeranno più evidenti in noi le cose essenziali per vivere bene. Per esempio: il valore delle relazioni familiari stabili e sincere, il valore della solidarietà da vivere nell’ordinario, il valore della sobrietà nella vita e nei desideri per lasciar emergere il primato dei valori spirituali e la presenza di Dio nella nostra vita.

Buona Pasqua a tutti! Quando ci ritroveremo insieme a celebrare la Fede nel Risorto sarà una grande festa e avremo superato la paura di raccontarci le meraviglie che il Signore ha compiuto e compie in mezzo a noi.

Buona Pasqua “a  porte chiuse” nel Signore Risorto!           

don Giorgio, don Adolfo, don Andrea e le Sorelle Discepole