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Il primo ricevimento del Corpo Diplomatico

Card. Rafael Merry del Val, 24-06-1914

Quasi immediatamente, dopo la sua elezione, il Santo Padre (Pio X) doveva ricevere il Corpo diplomatico, e il Decano o Seniore, il signor d'Antajs, ambasciatore del Portogallo, domandò l'udienza. A causa dell'eccessivo calore della stagione, per risparmiare a Sua Santità un soverchio lavoro ed anche per lasciare presto liberi i Diplomatici che desideravano partire da Roma per le loro abituali vacanze estive, fu stabilito di tenere una udienza collettiva. E fu convenuto che il signor d'Antajs avrebbe letto un breve indirizzo, a nome dei suoi Colleghi, rendendo omaggio al Santo Padre, anche da parte dei rispettivi Sovrani e Governi.

L'udienza fu stabilita per il 6 agosto. Alle ore 11 di detto giorno. gli Ambasciatori e di Ministri arrivarono in Vaticano, in grande uniforme, accompagnati dal loro seguito di segretari e di attachés. Uno di essi mi confidò poi che, mentre salivano insieme il grande salone di Palazzo, parecchi di loro esprimevano la curiosità che avevano di vedere in che modo il nuovo Papa li avrebbe accolti. Dicevano che Egli si sarebbe trovato certamente, in certo qual modo, imbarazzato, non essendo abituato allo sfarzo di una cerimonia di Corte, poiché, diversamente dal suo illustre Predecessore Leone XIII, Egli era di umile origine e veniva comunemente descritto come un prete di campagna, alla buona.

Questa loro previsione mi richiamò alla mente le parole di Natanaele: "Può mai egli uscir cosa buona da Nazareth?". Filippo gli rispose: "Vieni e vedi" (S.Giov. 1, 16).

Io non fui presente al ricevimento, non avendone né il diritto, né il dovere. Stavo lavorando al mio tavolo nella sala Borgia, quando il mio Cappellano mi annunciò che il Corpo Diplomatico intendeva di farmi visita, come Pro-Segretario di Stato, subito dopo l'udienza del Papa.

Le ampie stanze Borgia offrivano grande comodità anche per una adunanza molto più numerosa ed io mi preparai, senz'altro, a ricevere i Diplomatici. Poco dopo arrivarono tutti, in brillante comitiva. I Capi Missione sedettero in semicerchio ed i Segretari restarono in piedi, dietro di loro. Dopo le prime parole di scambievoli saluti seguì una pausa ed io notai che essi apparivano impressionati.

La conversazione procedeva piuttosto lenta, quasi a stento. Io li andavo interrogando, se fossero stati soddisfatti della loro udienza, se il Santo Padre avesse fatto loro qualche discorso. Sì, erano rimasti molto contenti; sì, il Santo Padre aveva detto qualche parola e li aveva ricevuti con grande cordialità.

Vi fu quindi una nuova pausa ed io cominciavo a sentirmi un po' a disagio. Stavo pensando tra me stesso che cosa potesse essere accaduto, se vi fosse stato qualche spiacevole incidente, quale insomma la causa di quella eccezionale riservatezza e serietà di contegno. Ma senz'altro il Ministro di Prussia sciolse l'enigma: "Monseigneur" egli mi disse testualmente, "dites-nous donc, qu'a-t-il cet homme qui attire tant?" (Monsignore, diteci dunque: che ha quell'Uomo che tanto ci attrae?).

"Oui, dites-nous!" mi ripeterono parecchi altri (Si, ditecelo!).

Alquanto sorpreso, domandai loro se qualcosa d'insolito fosse per caso avvenuto durante l'udienza e che motivo avessero per rivolgermi una simile domanda. No, nulla di eccezionale era accaduto! Tutti soggiunsero che Sua Santità non li aveva intrattenuti molto a lungo e che, dopo una breve risposta all'indirizzo letto dal loro Decano, fatto il giro della Sala e salutato ciascuno di essi, si era ritirato nelle sue stanze private ma li aveva lasciati «SOUS LE CHARME DE SA PERSONNALITÉ» (sotto l'incanto della sua personalità).

Ciò che io potei allora solamente dire fu che io conoscevo Sua Santità soltanto da pochi giorni e che anche io ero rimasto impressionato per il Suo fascino personale, ma non avanzai altra spiegazione.

Ma quando i Diplomatici si allontanarono, rimasero impresse nella mia mente le loro parole ed alla loro interrogazione "Qu'a-t-il cet homme qui attire tant?" mi sembrava di udire come una voce, che rispondesse: "Ha la Santità, perché Egli è veramente un Uomo di Dio".

 

Fonte: 'Pio X - Impressioni e ricordi' del Card. R. Merry del Val (Ignis Ardens novembre 1954)

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