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La lezione del vecchio prete nelle cronache e nell’immaginario del tempo

Pio X incontra i romaniPio X incontra i romani.Dopo il venticinquennale pontificato di Leone XIII, fu eletto Pio X, un uomo che veniva dal popolo ed era del popolo, un Papa che da tempo portava nel cuore il popolo umile e oppresso, che si fermava volentieri a parlare coi contadini, coi barcaioli e pescatori di Venezia, con le massaie e con le colf, ma che sapeva intrattenersi anche con politici, con eruditi e con artisti.


Con i suoi tratti che nulla avevano di pomposo o di aulico, Giuseppe Sarto entrò subito nel cuore di Roma e della Chiesa intera.


Come scrive Nello Vian, nel libro Avemaria per un vecchio prete, riedito da poco, citando un musicista francese contemporaneo del Papa, Camille Bellaigue, «tutto era semplice in lui, compresa la parola: in pubblico era abbondante, spesso commovente, ma senza fasto e apparato. Nelle belle domeniche d’ottobre al principio del pontificato, in uno dei grandi cortili del Vaticano vedemmo il popolo di Roma e del suburbio accorrere per ascoltarlo a commentare il Vangelo festivo e piangere nel sentirlo. Anche nelle verità più alte i suoi discorsi non avevano niente di arduo e di scostante».


Bellaigue sarà ricevuto tantissime altre volte da Pio X e spesso invierà a Parigi lettere sugli incontri con il Papa, testi che fanno emergere tutta l’amabilità, la giovialità e la serenità che sapeva infondere in chi lo incontrava.


«L’Illustrazione Italiana» di quel periodo informò i lettori sul nuovo Pontefice con aneddoti simpatici: un Papa che quando scrive spunta il pennino inchiostrato sui manicotti della veste bianca a cui non è abituato; il bicchiere di vino che da buon veneto sorseggia a pranzo sedendo a tavola coi segretari contro ogni protocollo pontificio precedente; la tabacchiera che ogni tanto gli appare fra le mani, e poi gli incontri e le battute che i visitatori raccoglievano. «Dicono che lei sia un santo»; «No, cara signora - risponde lui - si sbagliano; sono solo un Sarto».

 

 

Fonte: Lucio Bonora su l'Osservatore Romano

 

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