Pietro d’Achiardi: studioso d'arte incaricato da Pio X di rivedere la Pinacoteca Vaticana

Pietro DAchiardi ViterboPietro D'Achiardi, Viterbo, acquaforte, 1913, cm 45.5 x 57 firmata, coll. privata

Pietro D’Achiardi, figlio di Antonio e di Annamaria Camici, nacque a Pisa il 28 agosto 1879 in una famiglia di scienziati e di dicenti universitari.

Ma Pietro fece una scelta diversa, studiò contemporaneamente lettere e pittura. Si laureò in lettere nel 1900. Nel 1901 si trasferì a Roma, ove studiò Storia dell’Arte conseguendo il diploma in Storia dell’Arte moderna e contemporanea con Adolfo Venturi (1846-1941).

Iniziò a collaborare con la rivista romana L’Arte. Esordì nel 1902 all’Esposizione della Società degli Amatori e dei Cultori di Roma. Realizzò vari viaggi in città europee dal 1905 al 1906, per approfondire i suoi studi storico-artistici.

Nel 1905 pubblicò il saggio 'Gli affreschi di San Pietro a Grado presso Pisa e quelli nel portico della Basilica Vaticana', nel 1908 pubblicò una monografia su Sebastiano del Piombo.

Nello stesso anno ottenne la libera docenza in Storia dell’arte medioevale e moderna, ma fu chiamato dal Papa Pio X con il compito di sistemare l’istituenda Pinacoteca Vaticana, realizzò il percorso espositivo e scelse le 277 opere da mostrare; la pinacoteca fu inaugurata dal Pontefice il 28 marzo 1909.

Nel 1909 vinse il concorso per Ispettore della Galleria Borghese, rimanendo in attività fino al 1913. Nello stesso anno entrò nell’Associazione artistica internazionale con Adolfo Venturi. L’anno seguente entrò come socio ordinario alla Società degli acquarellisti di Roma e divenne anche socio dell’Associazione degli Acquafortisti italiani.

Nel 1910 fu nominato membro della Commissione per le Mostre retrospettive di Castel Sant’Angelo. L’anno successivo entrò nell’Associazione artistica “Secessione“, divenendo un protagonista di primo piano, prima come consigliere del direttivo e poi consigliere delegato. Sempre nel 1911 divenne ispettore dell’Ufficio esportazione degli oggetti d’arte e di antichità.

Nel 1913 dovette lasciare l’incarico di Ispettore alla Galleria Borghese, perché vinse il concorso di docente ordinario di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Roma, insegnando fino alla morte. Ebbe anche l’incarico di docente presso la Scuola Superiore di Architettura.

Fu nominato membro della Pontificia Accademia Romana di Archeologia. Nel 1929 realizzò i mosaici per la Sala del Mappamondo a Palazzo Venezia a Roma.

Dalla metà degli anni Venti Pietro d’Achiardi diventò famoso per le sue opere d’Arte Sacra Liturgica e devozionale, la prima soprattutto musiva. Pubblicò vari saggi fa cui si ricordano: 'Raffaello' (1920), 'Caratteri e valori dell’arte italiana' (1936), 'Giotto e San Francesco' (1937), 'Valori artistici e orientamenti critici' (1938).

Realizzò varie opere in mosaico soprattutto per basiliche e chiese, essendo un fervente cattolico, fra queste si ricordano i mosaici della Basilica del Getsemani a Gerusalemme, quelli della Chiesa dell’Ara Coeli di Roma, e quelli per la Tomba di Pio XI alle grotte vaticane.

Si spense nella sua città natale Pisa il 21 dicembre 1940.

 

 

 

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