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Il 'supplente' del parroco

Scrive il Dal Gal, nel 'Beato Pio X', edito dal 'Messaggero di S. Antonio' di Padova:

Se vi era mancanza che rendesse il Vescovo Sarto severo ed inesorabile, era la trascuratezza nell'adempimento del sacro dovere di istruire i fedeli sulle verità fondamentali della fede.

Non ammetteva scuse.

Un giorno era venuto a sapere che un Parroco lasciava molto a desiderare nel compiere il dovere di spiegare il Catechismo al popolo. Una domenica, dopo mezzogiorno, mons. Sarto si reca in quella parrocchia; bussa alla porta della canonica ... nessuna risposta; il Parroco è assente. Entra in chiesa, chiama il sagrestano ed ordina di dare, con la campana, il segno della Dottrina Cristiana.

Al suono il popolo accorre: accorre anche il parroco, ben lontano dall'immaginare quello che accadeva. Al suo affacciarsi in chiesa, il Vescovo, interrompendo la spiegazione della Dottrina già incominciata:

"Ecco, - disse - che il Parroco è arrivato! ..." - come avesse voluto dire: "Ora che è arrivato, continuerà lui!".

"Eccellenza, non ho potuto esimermi dall'accettare un invito ...".

"Bene - rispose il Vescovo Sarto - un'altra volta, quando dovete accettare inviti, avvisatemi e verrò io stesso a supplirvi!".

 

(Fonte: Ignis Ardens, maggio 1955)

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