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Le leggi si applicavano ... allora

Con minaccia di sospensione 'a divinis' il Patriarca Sarto aveva proibito l'abuso che si era introdotto di discorsi ed elogi nei funerali dei laici.

Pressato da destra e da sinistra, un sacerdote si permise, una volta, di tessere le lodi di un certo patriota defunto. Non aveva ancora finito, si può dire, che già gli era comunicato il decreto di sospensione.

Il poveretto, che viveva con la sola elemosina della Messa, ricorse al Patriarca, implorando perdono. Ma la disobbedienza era stata troppo manifesta e, d'altra parte, bisognava togliere di capo a chiunque che le leggi ci fossero solo per rimanere scritte e non applicate.

Il castigo rimase.

Ma non resse al Cardinale Sarto l'animo che alla pena della sospensione si aggiungesse anche quella della fame e, preso in disparte il colpevole, lo fornì di tanto denaro per quanti sarebbero stati i giorni nei quali non avrebbe potuto celebrare.

 

Fonte: volume 'Pio X' di P. Dal Gal G. - Ignis Ardens ottobre 1955

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