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Rispetto è dovuto anche dal Cardinale

Un episodio fra i moltissimi, che si potrebbero rievocare, riguarda quel Cardinale che, essendo stato invitato a dare la trina Benedizione in una Chiesa di Roma, che celebrava la festa titolare, ci andò un'ora prima dell'appuntamento, dovendo far presto, per recarsi alle 20 ad un pranzo, forse di etichetta.

La chiesa era gremita di fedeli e il predicatore cominciava il panegirico. Il Porporato si mostrò molto infastidito e mandò a dire all'oratore che si spicciasse, perché se no, tra cinque minuti, se ne sarebbe andato. E poiché l'oratore non poté soddisfare il desiderio dell'eminentissimo, questi, scoccati i cinque minuti, se ne andò, lasciando assai mortificato il parroco, che impartì la benedizione.

Il Papa fu informato, il giorno dopo, dell'incidente e se mostrò addoloratissimo; quel Porporato aveva, non solo mancato a un dovere di urbanità, ma si era anche dimenticato che i Cardinali, in sostanza, non sono altro che i parroci delle più illustri chiese romane.

"Napoleone I°", disse Pio X, "trovando una sentinella addormentata, ne presi il fucile e si mise al suo posto. Io se avessi potuto, sarei corso a prendere il posto del Sig. Cardinale. Favorite riferirgli questa mia osservazione".

Il Cardinale si recò a fare le sue scuse umilissime al Papa, il quale, però, gli disse: "Le sue scuse, Eminenza, non le deve fare a me, ma a Dio!".

 

 

Fonte: On. Martire su «Palestra del Clero», anno 1951, pag. 518 - Ignis Ardens marzo 1957

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